1900: Il sito archeologico di Pollenzo

L'interesse verso la romanità, custodita nell'area, riapparve verso gli anni venti - trenta con scavi per lo più occasionali, che interessarono l'area della necropoli, sita in prossimità della cascina Pedaggera, lungo l'attuale provinciale, in direzione Cherasco. In quel periodo venne portato alla luce l'antico acquedotto, in seguito ricoperto.
Nel 1955 il prof. Edoardo Mosca eseguì gli scavi in una zona mai esplorata in precedenza, sita nei pressi del fiume Tanaro, ritrovando tracce di fondazioni in laterizio e frammenti di oggetti in ceramica. Gli scavi relativi ai resti della necropoli ripresero tra il 1958 e il 1964, nuovamente a cura del prof. Mosca. Nel 1982 l'area dell'anfiteatro fu sottoposta a vincolo archeologico dalla Soprintendenza Archeologica del Piemonte.
La campagna di scavi riprese nel 1989, in concomitanza con due interventi di manutenzione urbana.
Il primo venne realizzato in seguito ad un intervento di emergenza in prossimità della strada provinciale Alba - Pollenzo - Cherasco, a ridosso del muro di cinta dell'ex Tenuta Reale. Dallo scavo emerse il condotto dell'acquedotto romano confermando l'ubicazione già segnalata nel 1810. In quell'occasione fu asportato un tratto di circa 2 m di lunghezza, attualmente sito nella zona del ritrovamento.
Il secondo intervento fu dettato dall'esigenza di scavare una trincea dell'ENEL in alcune vie del concentrico di Pollenzo. Per la prima volta furono portati alla luce frammenti di strutture appartenenti all'area urbana.
Attualmente si sta svolgendo una nuova campagna di scavi, che interessa un'area in prossimità del teatro, probabilmente un tempo occupata dal Foro.

 

Tratto da "Analisi storica dei materiali e delle tecniche costruttive
per la salvaguardia dell'anfiteatro romano di Pollenzo"
Tesi di Laurea dell'Ing. Erica Stroppiana